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Come scegliere la friggitrice ad aria

Aggiornato: · il team Habilytics

Watt, litri, programmi, «senza olio», «XXL»: le schede delle friggitrici ad aria si somigliano tutte e dicono poco su quello che conta. Questa guida mette in ordine i criteri, dal più importante al meno, con i dati dei modelli che confrontiamo.

1. La capacità, in base a quante persone siete

È il criterio che decide tutto il resto. Servono almeno 3,5 litri per una o due persone, 5,5 per tre o quattro, 7,5 o due zone per cinque e oltre. Sotto la soglia si cucina in due turni; molto sopra, si paga ingombro che non si usa e si scalda aria vuota.

I litri dichiarati sono il volume del cestello, non quanto ci si cucina bene: per una cottura uniforme il cibo va steso al massimo a metà altezza. La guida ai litri ha la tabella completa e le quantità dichiarate dai produttori.

2. Cestello singolo o doppia zona

Le friggitrici a doppia zona hanno due vani con tempi e temperature separati: secondo e contorno escono insieme. Nel nostro catalogo sono 5 su 17, in tre formati: cassetti affiancati, cestelli impilati, cestello unico con divisore. Valgono la spesa se cucini pasti completi quasi ogni sera; per contorni e surgelati un cestello singolo costa meno, pesa meno e si lava prima.

C’è anche un terzo formato, diverso da tutti: le friggitrici che cuociono in contenitori di vetro, come la Ninja CRISPi. Ne parliamo al punto 5. Il confronto completo dei formati è nella guida doppio cestello o cestello singolo.

3. L’ingombro: misura prima di ordinare

Tra i modelli che confrontiamo la base va dai 30,4 × 24,8 cm della Ninja CRISPi ai 48,2 × 33,9 cm della Cosori Twinfry Compact 8,6 L: più del doppio della superficie. Le doppie zone affiancate sono le più larghe, i cestelli impilati le più alte.

Misura il punto dove la terrai, in larghezza, profondità e altezza sotto i pensili, e lascia qualche centimetro dietro: l’aria calda esce dal retro. Se lo spazio è poco, la classifica delle compatte raccoglie i modelli con la base più piccola.

Vuoi saltare la teoria?

Rispondi a 6 domande: il test applica questi criteri al tuo caso e ti indica tre modelli, con il perché.

4. Come scalda: più importante dei watt

I watt dicono quanto assorbe la friggitrice al massimo, non quanto cuoce bene: un vano più grande ha bisogno di più potenza per la stessa temperatura. Tre dati contano di più:

  • temperatura massima: nel catalogo va da 200 a 240 °C. Per patatine e surgelati 200 °C bastano; per la crosta della carne i gradi in più si sentono;
  • resistenza anche sotto: quasi tutte scaldano solo dall’alto e vanno scosse a metà cottura; 4 modelli del catalogo scaldano anche dal basso;
  • ventola regolabile: con più velocità si cuociono anche torte e impasti senza seccarli. È rara: nel catalogo l’hanno 2 modelli.

5. Materiali: antiaderente, ceramica o vetro

La maggior parte dei cestelli ha un rivestimento antiaderente di cui la scheda non dice la composizione. Chi preferisce evitarlo ha due alternative: il rivestimento ceramico e i contenitori di vetro, che i produttori che li usano dichiarano senza PFAS. Nel catalogo sono 4 modelli, raccolti nella classifica vetro o ceramica.

Due precisazioni. «Senza PFAS» è una dichiarazione del produttore, che riportiamo così com’è: non l’abbiamo verificata in laboratorio. E qualunque sia il materiale, conta come lo tratti: niente utensili metallici né spugne abrasive, che graffiano il rivestimento più di cento lavaggi.

6. Pulizia e uso di tutti i giorni

Una friggitrice si usa spesso, quindi si lava spesso: il cestello lavabile in lavastoviglie è il dettaglio che cambia di più la vita quotidiana. Nel catalogo lo dichiarano 14 modelli su 17; i più economici spesso no.

Il secondo dettaglio è poter vedere il cibo senza aprire: una finestrella, o un contenitore di vetro. Aprire il cestello fa uscire il calore e allunga la cottura. Ce l’hanno 6 modelli.

7. Funzioni: quali servono davvero

«13 programmi» spesso vuol dire 13 combinazioni di tempo e temperatura per alimenti diversi: comode, ma tutte la stessa funzione. Le funzioni che cambiano davvero cosa puoi cucinare sono poche:

  • cottura al forno e lievitazione, per pane, torte e impasti (servono temperature basse e una ventola gentile);
  • grill, per verdure e carne con la griglia;
  • essiccazione, per frutta, verdura e chips, a bassa temperatura per ore;
  • sincronizzazione, nelle doppie zone, per far finire due cotture insieme.

8. Il budget: cosa cambia salendo di fascia

Nella fascia più bassa ci sono buoni cestelli singoli da 4–8 litri, spesso senza lavastoviglie né funzioni speciali. Nella fascia media arrivano i marchi principali, i cestelli lavabili, la finestrella e le prime funzioni da forno. Nella fascia alta si paga soprattutto il formato: doppia zona, grandi capacità, vetro.

Il salto che vale di più è quello dalla fascia bassa alla media, se la userai tutti i giorni. La fascia alta conviene solo se ti serve quello che offre: due zone o tanti litri. La classifica qualità-prezzo e quella delle economiche aiutano a orientarsi.

Gli errori più comuni

  • Comprare la più grande «per sicurezza»: occupa spazio, pesa e scalda aria vuota.
  • Prendere una doppia zona per cucinare soprattutto contorni: si paga un formato che non si usa.
  • Scegliere dai watt: dicono quanto consuma al massimo, non quanto cuoce bene. Sui consumi c’è una guida con i conti.
  • Non misurare il piano, l’altezza sotto i pensili e lo spazio dietro.
  • Ignorare la lavastoviglie: lavare il cestello a mano ogni sera stanca presto.

Hai letto i criteri. Ora applicali al tuo caso

Il test incrocia capacità, formato, spazio, materiali e budget con le tue risposte, e ti indica tre modelli con il perché.